Vivere sicuri riscoprendo il senso di comunità
Il feroce assassinio di Lorenc Lame, il giovane albanese di 27 anni, avvenuto ad Arbia merita una risposta durissima da parte delle forze dell’ordine e molto attenta da parte di tutte le istituzioni locali. Un giovane di meno di 30 anni ha perso la vita sotto casa nostra, perché è stato freddato con diversi colpi di pistola. Ognuno di noi deve sentirsi colpito nel suo valore di rispetto per la vita umana, perché nessun motivo può essere addotto per privarne alcun individuo né il suo diritto a vivere sicuro e a costruire una società che rifiuta e combatte il crimine, una società multietnica che vive in pace e libertà. Sono questi gli ideali e gli obiettivi che deve coltivare una forza politica come il Pd e ai quali si riferiscono i nostri amministratori nel loro agire quotidiano, al servizio della comunità. Dobbiamo agire sul piano della repressione del crimine, della sorveglianza del territorio e della integrazione tra cittadini italiani e stranieri. Il Patto per la Sicurezza, firmato dal Comune di Siena e dalle altre autorità dello Stato nel novembre 2008, è uno strumento importante, pensato al riparo di un’ondata emozionale che segue un fatto di cronaca nera. Il numero dei reati, l’indice demografico, la mancanza di fondi che si è aggravata con questo governo, assegnano a Siena un organico delle forze dell’ordine, assolutamente insufficiente per controllare un territorio vasto come il nostro. La cooperazione tra le forze dell’ordine e la polizia municipale è almeno una risposta perché aumenta la capacità di sorveglianza, mette in rete le informazioni, rafforza la prevenzione e la deterrenza contro il crimine. I numeri forniti dall’assessore Daniela Bindi sull’operato della polizia municipale, confermano l’importanza di questa collaborazione. Anche i dati forniti dalla Prefettura, che vedono in calo i reati in questo senso, danno ragione a chi sostiene l’utilità e l’efficacia di questo strumento. Come spesso accade con i fenomeni di cui non possiamo avere il controllo parziale o totale, ecco che irrompe un fatto gravissimo di cronaca nera, mentre si commentano dati positivi sul fronte della sicurezza. Un monito che ci dice che l’impegno di tutti deve essere quotidiano ed incessante. Guai a sentirsi al riparo anche per un giorno.
Il Pd ha promosso una prima iniziativa a novembre, ha elaborato un documento per discutere con tutta la città e ha costituito un Forum sulla vivibilità urbana e la sicurezza, coordinato da Alessandro Orlandini che si riunirà per la prima volta giovedì 4 marzo. Un fattore decisivo che si unisce all’operato delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali è la partecipazione dei cittadini ai percorsi di costruzione del sistema di sicurezza urbano, le occasioni per mobilitare l’impegno e mettere a sistema tutte le forze.
Dal confronto con i cittadini potrà, infatti, emergere un continuo monitoraggio del bisogno. Altrettanto impegno occorre nel lavoro di governo dei processi di sviluppo urbanistico tesi, da una parte, a prevenire situazioni di degrado e di disagio e, dall’altra, a promuovere spazi che consentano alle collettività di continuare a sentire come propri i luoghi, sia in termini di fruizione che di impegno alla salvaguardia e alla loro conservazione: sono le piazze, i centri di aggregazione, le strutture pubbliche all’interno delle quali è possibile svolgere attività culturali per le diverse tipologie di utenza, dai bambini agli anziani passando per gli adolescenti e i giovani adulti, fino agli adulti. Si tratta di investire nella riscoperta e nella promozione del senso di comunità e del concetto di “bene comune”, che contribuiscono a produrre senso civico, responsabilità e impegno alla salvaguardia e alla tutela del bene di tutti, anche attraverso il tradizionale ed efficace strumento del controllo sociale diffuso. Un fattore sempre più rilevante è il governo dei flussi migratori.
In Toscana la popolazione straniera è il 5 per cento del totale, in provincia di Siena il 10. Stiamo parlando di immigrati regolari, la cui presenza è doppia per tanti motivi. Le istituzioni, l’associazionismo, il volontariato hanno favorito e sostenuto processi di integrazione e la presenza straniera è diventata importante nel mondo del lavoro, della scuola dell’infanzia e nell’assistenza sociale. Tutti noi e tutti loro abbiamo, insieme, interesse ad isolare i criminali, regolari ed irregolari, e a combattere, senza alcuna tolleranza, i clandestini.
In questo senso è da sottoscrivere in pieno il programma di Enrico Rossi, candidato alla presidenza della Regione Toscana del centrosinistra che, sul tema degli immigrati irregolari, esprime un giudizio fortemente critico nei confronti della legge Bossi-Fini e dei centri di identificazione ed espulsione, in quanto si sono dimostrati inefficaci e irrispettosi dei diritti umani. Tuttavia, se il governo dovesse decidere di collocarne uno in Toscana, la Regione offrirà la sua collaborazione per aprire un centro di identificazione ed espulsione di piccole dimensioni, gestito dal volontariato e nel rigoroso rispetto dei diritti umani. E voi cosa ne pensate?
